- Ritmi costanti per il bambino. Al disordine del sonno bisogna opporre un ordine nelle abitudini del bambino e, se possibile, della famiglia. “Costruire” la giornata in modo cadenzato: le stesse cose alla stessa ora gli offrono una routine protettiva e rassicurante, che può riequilibrare i ritmi biologici, tra cui quello sonno-veglia.
- Poche figure che accudiscano il bambino. Una continua altalena di figure di riferimento (mamma, nonni, maestre, baby-sitter, vicine di casa), che propongono modalità e linguaggi affettivi anche molto differenti, risulta disorientante per il piccolo, il quale entra in uno stato di allerta. Questo non significa tenerlo sempre e solo con sé, ma affidarlo a due, massimo tre persone.
- La valutazione medica del bambino. Se l’insonnia persiste consultate un pediatra, per verificare la possibilità di problemi organici. Tra i più frequenti: il reflusso gastroesofageo, l’ipertrofia delle adenoidi, le apnee notturne, le coliche intestinali, le intolleranze alimentari. Una psicologa dell’infanzia potrà in seguito valutare un eventuale stato ansioso del bambino o dei genitori.
- Atmosfera attutita. È bene che il bambino non sia esposto a stimoli eccessivi prima del sonno, sia a livello emotivo che motorio. Rallentate i ritmi dandogli la sensazione che tutta la famiglia si stia preparando per il sonno.
- Buon senso sul latte. Alcuni pediatri suggeriscono di dare il seno (o il biberon) al piccolo ogni volta che vuole, altri indicano inflessibilità di orari. Ma a volte il bambino non dorme perché ha fame. In tal caso meglio una moderata poppata in più.
- No ai farmaci. L’esasperazione a cui arrivano i genitori dopo mesi di insonnia del bambino li spinge a chiedere al pediatra un farmaco induttore del sonno. Fortunatamente sono pochi gli specialisti che cedono a tale richiesta e noi siamo dell’idea che non sia quella la soluzione.
- Mentre il bambino sogna, può parlare, muoversi, ridere o piagnucolare come se fosse sveglio. Prima di intervenire, provate sempre a vedere se si riaddormenta da solo.

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