03/02/2012
Sono ben 27 anni che le temperature nel nostro paese non si abbassano come in questi giorni e soprattutto nel prossimo weekend ci ritroveremo a fare i conti con temperature veramente rigide.
Il nostro corpo non è abituato a queste temperature, proprio per questo motivo è bene conoscere alcune nozioni e seguire alcuni consigli:
A quali organi il freddo intenso può creare disturbi?
Prima di tutto alla pelle, la più esposta: attenzione alla secchezza dovuta ad una minor produzione di grassi (lipidi) protettivi della cute. Sono le esposizioni a basse temperature e gli sbalzi improvvisi la causa principale.
Che cosa fare per evitare fastidi e arrossamenti?
«Il concetto più importante è non sottrarre i grassi dalla pelle — spiega Marcello Monti, dermatologo dell’Humanitas di Rozzano—. D’inverno è necessario un cambiamento di abitudine nei lavaggi. Lo stesso detergente usato d’estate non è adatto perché i cosiddetti tensioattivi, cioè tutti i saponi che producono schiuma: sottraggono i grassi alla pelle. Ricordando che la cute per riprodurli impiega più di 24 ore. Pertanto se ci laviamo tutti i giorni o laviamo le mani più volte al giorno, non c’è il tempo necessario al ripristino dei grassi protettivi. La pelle diventa secca, si arrossa, si fissura, prude. Diminuendo il numero dei lavaggi e applicando subito dopo una crema emolliente potremo evitare i fastidi della pelle secca».
Dopo la pelle, gli occhi. Un’intensa lacrimazione, in alcuni casi anche infezioni o piccole perdite di sangue. Il freddo può favorire la congiuntivite?
«Non è detto che questi disturbi siano direttamente collegabili al cosiddetto colpo d’aria — dice Roberto Pinelli, dell’Ilmo di Brescia —. Il processo infiammatorio prevede un periodo di incubazione di alcuni giorni. Di solito è quindi già in atto quando si manifesta. Bassa temperatura e vento sono però una concausa. Di norma sono le infiammazioni delle vie aeree superiori (laringiti, faringiti, riniti) a causare, per contiguità, anche infiammazioni oculari ».
Come proteggersi?
In caso di vento, un paio di occhiali (da sole in montagna sono d’obbligo, freddo o non freddo) è una buona protezione contro sbalzi di temperatura e possibili colpi d’aria.
E i mali di stagione, come l’influenza e le cosiddette sindromi parainfluenzali. Che cosa fare?
In questo caso il primo alleato è un’alimentazione corretta. Quando le temperature sono particolarmente rigide i virus caricano a «mille» le loro batterie, affilano le loro armi costringendo migliaia di persone a rimanere a letto con sintomi come febbre, tosse, dolori muscolari.
Che cosa mangiare?
Bevande calde e minestrine bollenti danno sollievo solo nell’immediato, ma non sono risolutivi. È meglio puntare su frutta di stagione e verdura per fare il pieno di vitamine. Su alimenti ricchi di beta-carotene, un precursore della vitamina A: come carote, zucca, patate, pomodori, spinaci, carciofi, barbabietole rosse, broccoli, cime di rapa. Ma è importante anche introdurre tanta vitamina C: scegliere agrumi, pomodori, kiwi, ananas, frutti di bosco, broccoli, cavolfiori, prezzemolo, peperoni. E ancora non si deve tralasciare la preziosa vitamina E contenuta nel germe di grano, nelle mandorle, nelle nocciole e in abbondanza nelle patate, nei semi di girasole secchi, nell’olio extravergine di oliva e nell’olio di semi.
Qual è l’abbigliamento più adatto per affrontare le temperature rigide?
Vestirsi con indumenti adatti alle basse temperature esterne, sufficientemente caldi, e indossare sempre soprabito, guanti e cappello. Proteggersi dagli effetti del vento e del freddo coprendo il volto con sciarpe e usando protettori per le labbra e creme idratanti per le mani. Fare attenzione all’abbigliamento soprattutto quando si passa da un ambiente riscaldato ad uno freddo e viceversa. Importante vestirsi a strati (a cipolla), ricordando anche la cosiddetta maglietta della salute (i consigli della nonna): così, nel passaggio da un ambiente più freddo ad uno più caldo, si possono levare gli indumenti più superficiali adeguandosi alla nuova temperatura ambientale
Che cosa fare per limitare i danni alla salute in casa?
Regolare la temperatura degli ambienti interni su valori adeguati, evitando che l’aria diventi eccessivamente secca (specialmente se sono presenti persone affette da malattie respiratorie e asma), umidificandola con appositi contenitori d’acqua posti sui radiatori e aerare periodicamente gli ambienti. Evitare dispersioni di calore, mantenendo chiusi i locali inutilizzati e isolando porte e finestre. Mantenersi in contatto con parenti o conoscenti anziani che vivono soli e verificare che dispongano di sufficienti riserve di alimenti e medicine.
Quale la temperatura ideale?
Nella stagione invernale, con un abbigliamento idoneo e svolgendo un’attività sedentaria, si consigliano i seguenti valori ottimali: temperatura 19-22 ˚C; umidità relativa del 40-50%. E, invece, quando si esce? Come regolarsi? In caso di temperature esterne eccessivamente basse è consigliabile uscire nelle ore meno fredde della giornata, evitando le prime ore del mattino o quelle serali. Le persone molto anziane o sofferenti dimalattie cardiovascolari o respiratorie devono evitare di esporsi a temperature molto rigide e coprirsi molto bene per uscite all’aperto. Stesso discorso per i bambini piccoli.
fonte articolo: Corriere Della Sera

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